Dopo aver analizzato i risultati del Rapporto di benchmarking EHS 2026, Donavan Hornsby, Chief Strategy Officer di Benchmark Gensuite, ha partecipato al podcast "Talking EHS" di EHS Today con Nicole Stempak per discutere il significato dei dati per i responsabili EHS e come si stanno adattando a un contesto operativo più complesso.
In questa conversazione, Donavan riflette su come il ruolo di Salute e sicurezza ambientale Il ruolo dei leader si sta evolvendo, perché gli approcci tradizionali stanno diventando sempre più difficili da sostenere e come i leader stanno pensando a come ampliare il proprio impatto senza un aumento proporzionale delle risorse. Questo blog contiene una sintesi delle risposte di Donavan. Ascolta il podcast completo Qui..
Punti salienti della conversazione di Donavan:
- I responsabili EHS non mancano di consapevolezza: la sfida è la portata. Con l'aumentare delle aspettative in materia di sicurezza, sostenibilità e gestione del rischio, a molti team viene chiesto di fare di più senza un incremento proporzionale delle risorse.
- La complessità sta aumentando su più fronti. Dal ricambio del personale alle interruzioni della catena di approvvigionamento e al rischio legato ai fornitori, il contesto operativo sta diventando sempre più difficile da gestire con gli approcci tradizionali.
- La visibilità sui rischi rimane una sfida. Nonostante i maggiori investimenti in sistemi e processi, l'individuazione di segnali precoci, come i quasi incidenti e il feedback dei lavoratori, continua a essere un'area di particolare attenzione.
- Intelligenza artificiale per EHS si sta passando dal concetto all'applicazione pratica. I leader stanno iniziando a esplorare come l'intelligenza artificiale possa contribuire a far emergere i rischi nascosti, supportare il processo decisionale e convalidare l'esperienza con i dati, mantenendo al contempo l'intervento umano.
Qual è l'aspetto che sta cambiando maggiormente nel panorama EHS (Salute, Sicurezza e Ambiente) in questo momento?
Donavan: I responsabili operativi e i responsabili della sicurezza hanno sempre avuto a che fare con la complessità, ma ciò che stiamo vedendo ora è un'espansione di tale complessità su più fronti. Le richieste di produzione sono in aumento, catene di fornitura stanno cambiando e le dinamiche della forza lavoro continuano a evolversi.
Allo stesso tempo, i responsabili EHS si stanno assumendo maggiori responsabilità. Non si tratta più solo di sicurezza: viene loro richiesto di contribuire in ambito di sostenibilità, ESG e rischio operativo più ampio. È proprio questa combinazione a creare pressione.
Il rapporto Benchmark Gensuite 2026 EHS Benchmark evidenzia un aumento degli infortuni in alcune organizzazioni. Cosa ne pensi?
Donavan: Inizialmente è stata una sorpresa, ma analizzando alcuni dei fattori sottostanti, la situazione inizia ad avere più senso. Ad esempio, la maggiore dipendenza da appaltatori introduce nuove variabili: persone che potrebbero non avere familiarità con l'ambiente o non essere adeguatamente formate sui rischi specifici.
È inoltre importante chiarire che questi risultati riflettono ciò che i leader osservano all'interno delle proprie organizzazioni, non necessariamente nell'intero settore.
Un'altra dinamica è che, mentre molte organizzazioni hanno fatto un buon lavoro nel ridurre gli incidenti minori nel tempo, gli incidenti più gravi non hanno seguito la stessa tendenza al ribasso. Ecco perché c'è tanta attenzione su Prevenzione SIF al momento.
Uno dei temi trattati nel rapporto EHS del 2026 è la sottostima dei problemi. Cosa ti ha colpito di più a riguardo?
Donavan: Uno dei risultati più sorprendenti è stata la scarsa segnalazione dei casi. Negli anni sono stati fatti molti investimenti per semplificare le segnalazioni, sia attraverso sistemi e processi, sia attraverso cambiamenti culturali. Pertanto, constatare che permangono delle difficoltà in questo ambito suggerisce che c'è ancora molto da fare.
Spesso, il problema risiede nella difficoltà di segnalazione. Se la segnalazione è lunga o complessa, diventa più difficile raccogliere dati relativi a incidenti sfiorati e osservazioni che possono contribuire a prevenire eventi più gravi.
Con la crescente complessità e le risorse limitate a disposizione dei team EHS, come stanno pensando i leader ad ampliare i propri programmi?
Donavan: Una delle realtà con cui le organizzazioni si confrontano è che le risorse non crescono allo stesso ritmo delle aspettative. Non esiste una capacità illimitata di assumere personale o ampliare i team. Pertanto, il dibattito si sta spostando su come scalare l'impatto in modo diverso.
Ciò include l'analisi di come è strutturato il lavoro, di come fluiscono le informazioni e di quanto velocemente i team possono passare dall'identificazione di un rischio all'adozione di misure correttive.
Significa anche imparare dagli altri. Una delle maggiori opportunità in questo ambito è la condivisione delle migliori pratiche. La cosa peggiore che le organizzazioni possano fare è cercare di risolvere queste sfide in isolamento, quando ci sono altre aziende che si trovano ad affrontare problemi simili.
In che modo la tecnologia, e in particolare l'intelligenza artificiale, si inserisce in questo processo di crescente complessità per il settore EHS?
Donavan: Attualmente si discute molto di intelligenza artificiale, e comprensibilmente. La cosa incoraggiante è che stiamo assistendo a un passaggio dalla semplice consapevolezza alla volontà: i leader stanno iniziando a esplorare come l'IA possa essere applicata in modo pratico.
Ad esempio, invece di esaminare manualmente grandi quantità di dati, l'intelligenza artificiale può aiutare a far emergere modelli e identificare rischi che altrimenti potrebbero passare inosservati.
In passato, i leader spesso dovevano affidarsi all'esperienza e all'intuito. Ciò che sta cambiando ora è la capacità di convalidare questi istinti con i dati.
Detto questo, è importante mantenere un coinvolgimento umano nel processo decisionale. L'intelligenza artificiale dovrebbe supportare il processo decisionale, non sostituirlo.
Cosa dicono gli operatori in prima linea in merito a sicurezza, usabilità e segnalazione negli attuali contesti EHS (Salute, Sicurezza e Ambiente)?
Donavan: Gli operatori in prima linea sono meno preoccupati dalla complessità e più concentrati sull'usabilità.
Tutti i lavoratori desiderano sentirsi connessi e messi nelle condizioni di dare il meglio di sé, ma ciò accade solo quando i processi di sicurezza si integrano naturalmente nelle loro modalità di lavoro abituali.
È qui che l'usabilità diventa fondamentale. Se i sistemi o i processi sono difficili da usare, diventano ostacoli anziché facilitatori. Più semplici e intuitive saranno queste esperienze, maggiori saranno le probabilità di un coinvolgimento significativo. Ciò è particolarmente importante quando si tratta di reportistica e raccolta di feedback. Più è facile, maggiore sarà la visibilità che le organizzazioni avranno su ciò che accade sul campo.
Guardando al futuro, su cosa dovrebbero concentrarsi i responsabili EHS per ampliare efficacemente i loro programmi?
Donavan: Penso che questo sia un momento di transizione. I principi fondamentali della sicurezza non sono cambiati, ma sì il contesto in cui questi principi vengono applicati.
I leader dovrebbero concentrarsi su come migliorare la connessione tra persone, processi e dati e su come utilizzare la tecnologia a supporto di tale obiettivo.
Soprattutto, dovrebbero continuare a coinvolgere i propri team, imparare dai colleghi e rimanere aperti a nuovi approcci. È da lì che deriveranno i maggiori benefici.
Per ulteriori approfondimenti e dati da oltre 260 professionisti EHS, Scarica il rapporto completo di benchmarking EHS 2026.


